Gli spazi espositivi di Casa Matteo, punto di riferimento artistico nel cuore di Fino del Monte, ospitano la personale dell’artista bergamasco Alfonso Rocchi, visitabile dall’11 luglio fino al 24 agosto. Una mostra che si è fatta attendere, ma che regala a tutto il pubblico un viaggio attraverso svariate espressioni, temi e personaggi indagati dal pittore. Spicca, tra le opere esposte, «Quo Vadis», un quadro nel quale Rocchi propone la sua versione del “picnic sull’erba”, una tra le scene più rappresentative dei grandi maestri della storia dell’arte. Un dipinto che raffigura un tipico paesaggio montano del Cinquecento e che fa da sfondo alla scena in primo piano: diverse figure convergono al centro della tela in un momento di incontro e riflessione che coinvolge anche l’osservatore. Tra i dipinti non mancano le sue famose fanciulle e nobildonne ritratte su sfondo nero, i paesaggi rinascimentali, le tavole dipinte a olio con colori pestati a mortaio e pigmenti naturali. Oltre alle sue numerose versioni dell’iconografia più famosa: la Madonna con il Bambino Gesù.
L’artista
Alfonso Rocchi nasce a Villa d’Ogna nel 1951. Il suo percorso artistico è caratterizzato dalla sperimentazione delle diverse tecniche pittoriche, mentre sono i soggetti protagonisti delle sue opere a scandire le diverse fasi della sua produzione. Tra le figure più rappresentative delle sue collezioni spiccano le giovani fanciulle, da sempre tra le fonti di ispirazione dei grandi pittori di tutte le epoche, che vivono nelle sue tele e che caratterizzano il primo periodo di produzione della sua vita fino al 1984. A partire dal 1995 l’artista inizia a farsi conoscere oltre i confini bergamaschi con le sue prime mostre personali presenti in diversi spazi espositivi italiani ed internazionali, tra cui la Galleria Alessandro Ghiotto a Vicenza, la Galleria Doris Ghetta Ortisei, la Gallery Venezia a Pirmasens (Germania), la R&R Schubert a Salisburgo (Austria) arrivando fino alla Grande Mela con la sua mostra alla Agora Gallery di New York (America). A conferma del valore della sua produzione artistica sono i riconoscimenti ottenuti: è finalista al Premio Arte Mondadori nel 1992 e vincitore dell’edizione del 2000.